Benessere e movimento

Il movimento può aiutarci a ristabilire l’equilibrio perduto tra mente e corpo. Molti studi medico-scientifici evidenziano il collegamento tra attività fisica, attivita’ cerebrale e salute del corpo.

Il benessere interiore, la salute fisica e la percezione che abbiamo di noi stessi sono tre fattori strettamente connessi tra loro. Nei momenti in cui ci sentiamo più stabili, in cui le nostre circostanze di vita sono più serene, in cui siamo fisicamente in salute, anche la percezione di noi stessi cambia: ci sentiamo più a nostro agio con il nostro corpo quando ci sentiamo bene, mentalmente e fisicamente. Ci vediamo più belli anche, tendiamo ad essere meno critici con quelli che percepiamo essere i nostri “difetti”.

Di contro nei periodi in cui lo stress si fa più intenso, tutta la nostra attenzione è rivolta al di fuori di noi stessi, e le nostre abitudini di vita rispecchiano i ritmi veloci a cui siamo sottoposti. Tendiamo a ricorrere all’uso di tutte le comodità possibili, limitiamo al massimo i nostri movimenti per ottimizzare le energie, e ci sentiamo meno in sintonia con il nostro corpo.

Dopotutto siamo animali, e il movimento per noi è fondamentale per mantenere connessi il corpo e la mente. L’attivita’ fisica aiuta a ristabilire questa connessione quando sentiamo di averla perduta.

L’importanza del movimento per la salute fisica

Da un punto di vista medico-scientifico il movimento apporta incredibili benefici al corpo: mantiene i muscoli tonici, favorisce l’ossigenazione del sangue, può essere di grande aiuto nella prevenzione di malattie cardiovascolari o del diabete, ma è anche un valido supporto per gestire i sintomi depressivi e gli stati d’ansia.

In moltissimi casi una piccola dose quotidiana di movimento può essere un salvavita, soprattutto in un momento storico in cui le nostre vite hanno subito una contrazione, le nostre abitudini sono state sospese e sostituite da nuove temporanee abitudini, le nostre giornate si svolgono all’interno delle nostre case.

Il movimento è un tramite eccellente per garantire un equilibrio tra la mente e il corpo.

Il movimento agisce sui disordini dell’umore

Per combattere gli stati d’ansia il movimento si rivela un utile alleato. Questo perché muovere il corpo può contribuire ad allentare i meccanismi cerebrali di “fight or fly” che si innescano soprattutto nei soggetti con disturbi d’ansia e sindrome da stress post traumatico (PTSD). Il movimento fisico genera automaticamente dei cambiamenti fisici quali l’aumento del battito cardiaco e della sudorazione, che il soggetto con disturbo di ansia solitamente associa alla paura. Una regolare attività fisica può contribuire ad indebolire questa associazione mentale, e rafforzare invece l’associazione di questi fattori con l’attività fisica.

Ma non solo: un regolare movimento può avere un effetto benefico sullo stato d’animo, aumentando la produzione di una proteina chiamata fattore neurotrofico cerebrale o BDNF, che contribuisce all’accrescimento neuronale. Uno studio medico condotto nel 2002 ha rilevato addirittura una connessione tra attività fisica regolare e grandezza della massa cerebrale.

I benefici del movimento non si esauriscono qui. L’International Journal of Exercise Science ha di recente pubblicato uno studio condotto su un campione di 20 uomini in salute, ma non necessariamente in forma, mettendo a punto un workout a corpo libero della durata totale di undici minuti, senza l’utilizzo si alcun attrezzo e replicabile in spazi ristretti, come quelli domestici. L’obiettivo di questo studio era la valutazione dell’impatto di una attività fisica circoscritta sulle condizioni fisiologiche generali del corpo.

Alla metà dei partecipanti è stato chiesto di praticare questo workout tre volte a settimana, mentre l’altra metà avrebbe proseguito con la propria vita senza modifiche, fungendo da gruppo di controllo.

Dopo sette settimane, i 20 partecipanti sono stati analizzati e il risultato dello studio ha dimostrato che le persone che avevano seguito i workout ogni settimana risultavano più tonici, la loro resistenza allo sforzo era aumentata e così anche la forza nelle gambe, mentre come c’era da aspettarsi nulla era cambiato nel gruppo di controllo.

Per quanto questo risultato possa sembrarci ovvio, ciò che fa è mettere nero su bianco quello che avevamo finora supposto: una breve attività fisica quotidiana può in sintesi produrre una grande differenza, anche sul lungo termine.

A ognuno il suo movimento

Una camminata in campagna, un’ora di yoga, un ballo scatenato davanti allo specchio, una seduta di sollevamento pesi: ad ognuno il suo movimento. Pur con le dovute differenze tra l’uno e l’altro, tra attività aerobica o anaerobica, tra uno sport e una semplice passeggiata all’aperto, ogni movimento segue un preciso istinto, innato in noi, quello che accompagna le nostre braccia e le nostre gambe, che sanno perfettamente cosa fare. Il nostro cervello stabilisce una stretta connessione tra il movimento e l’apprendimento. Ma non solo: tra il movimento e tutte le nostre funzioni cognitive. Basti pensare a una delle conseguenze principali del movimento sul nostro corpo: aumentando il flusso del sangue, aumenta la quantità di ossigeno che viene trasportata al cervello, e più ossigeno nel cervello si traduce in un miglioramento nell’attività cerebrale.

Dunque possiamo provare a recuperare la connessione con questo istinto al movimento innato in noi, e semplicemente seguirlo, lasciando che il nostro corpo ci guidi e ci insegni qualcosa su di lui che ancora non sappiamo.

FONTI

Gretchen Reynolds, “An 11-Minute Body-Weight Workout With Proven Fitness Benefits”, in NYT Jan 13 2021
https://www.nytimes.com/2021/01/13/well/move/an-11-minute-body-weight-workout-with-proven-fitness-benefits.html

Eric Jensen, Teaching with the Brain in Mind, Sale Books, 2005 (2nd ed.)

Srini Pillay, “How simply moving benefits your mental health”, in Harvard MD School Health Publishing Mar 28 2016
https://www.health.harvard.edu/blog/how-simply-moving-benefits-your-mental-health-201603289350

Anderson, Eckburg, & Relucio, “Alterations in the thickness of motor cortical subregions after motor-skill learning and exercise” in National Lirary of Medicine Jan-Feb 2002.
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/11917001/

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