Come superare il Lockdown Blues

La chiamano Lockdown Blues, ed è quella sensazione diffusa di tristezza causata dalla chiusura pandemica che porta con sé una miriade di altri problemi legati al nostro benessere.

Dopo l’Holiday, il Monday e il Baby Blues, questo tipo di stanchezza e stress psicofisico ha colpito un po’ tutti, e a dimostrarlo c’è una ricerca pubblicata sul Journal of Happiness Studies e condotta da 3 università dislocate in 3 Paesi diversi: Regno Unito, Malaysia ed Austria.

I ricercatori hanno misurato i livelli di felicità tra un gruppo di 286 adulti per 21 giorni,  scoprendo che erano più alti quando i partecipanti erano all'aperto piuttosto che al chiuso. Inoltre, più tempo davanti a uno schermo e la solitudine erano entrambi associati a livelli più bassi di felicità, avvalorando la tesi che il Lockdown per periodi prolungati ha un effetto negativo sulla salute mentale. Per questo altri ricercatori della Queen Maragaret University di Edimburgo, hanno stilato un pacchetto di consigli utili per ristabilire l’equilibrio psicofisico e tra questi troviamo sia il mantenere le routine quotidiane, sia l’integrazione alimentare con vitamina D.

Nella routine quotidiana sono inclusi anche i rituali beauty, dalla pulizia del viso al massaggio con la crema idratante, che possono persino aiutare a mantenere i ritmi circadiani sonno/veglia regolari. Mentre nell’integrazione alimentare si consigliano anche pre e probiotici per aiutare l’intestino e il sistema immunitario, ed antiossidanti come le vitamine C ed E, per ridurre il livello di stress cellulare.

Ma uno dei risvolti inaspettati del Lockdown Blues è stato un aumento della richiesta di interventi di medicina estetica.

A confermarcelo c’è il Dottor Alessandro Ranieri, chirurgo estetico parte del team di Aeqium, che racconta: «Le richieste sono raddoppiate per due motivi. Da un lato c’è l’aspetto morale, per cui migliorarsi esteticamente significa anche sentirsi meglio. Dall’altro c’è la possibilità di capitalizzare il momento di chiusura come post operatorio obbligatorio. Tante persone avevano fatto già la visita anni prima, ma solo ora hanno deciso di sottoporsi all’intervento. Ho avuto anche clienti che mi hanno chiamato appena dopo aver sconfitto il Covid19: asciugate e dimagrite, non volevano più vedersi così sciupate e hanno chiesto un aiuto in più. “Voglio ripartire”, mi hanno detto. L’aspetto emotivo incide molto».

Di quali interventi stiamo parlando? «Soprattutto di bleferoplastiche, ovvero del risollevamento delle palpebre», continua Ranieri. «Con queste mascherine parliamo con gli occhi, e per questo motivo sono diventati un punto di attenzione fondamentale. Contemporaneamente abbiamo registrato anche più richieste di botox su fronte e rughe glabellari sopra il naso».

A calare vertiginosamente, invece, è stata l’attenzione nei confronti delle labbra, coperte dalle mascherine: -53% di rossetti venduti in Europa e, come conferma anche Ranieri, molte meno richieste di riempimento in medicina estetica.

Anche la pelle soffre di Lockdown Blues? Per Nicola Balestrieri, chirurgo oncoplastico, lo stato di salute della pelle prima di un intervento è importantissimo. A cominciare dalla sua elasticità, che soprattutto prima di un intervento dev’essere preservata. Così è anche per il dottor Ranieri: «Se la  pelle è stanca, meno elastica, disidratata e sottile, le cicatrici si noteranno maggiormente, per più tempo e il risultato estetico globale ne risentirà». Bisogna sempre partire da una buona base per ottenere un buon risultato, e un rituale nutriente e antiossidante come quello studiato da Aeqium è perfetto per rimettere “in equilibrio” e in salute la pelle di viso e corpo.

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